15 ottobre 2018
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Cos'è il V-commerce, la nuova frontiera della vendita on-line

Cos’è il V-commerce, la nuova frontiera della vendita on-line

Strategia aziendale e nuove opportunità di risparmio per i consumatori

Scopriamo la differenza tra le principali tipologie di vendita on-line, i relativi vantaggi e i punti oscuri di questa nuova (ma già ben avviata) tipologia di vendita.

L’E-commerce è sicuramente il tipo di vendita on-line più popolare, ed è così definita qualsiasi piattaforma venda on-line oggetti delle tipologie più disparate (articoli di vestiario, cosmetici, articoli di elettronica) non necessariamente appartenenti al proprio marchio; un esempio di questo tipo di commercio sono siti come Amazon o Ebay, che spesso fanno da tramite tra il produttore e il cliente finale.

Nonostante la sua popolarità, l’E-commerce non è l’unico metodo di vendita tramite la rete, bensì solo una delle alternative.

Infatti, soprattutto nel settore della moda e all’interno di piccole aziende, si sta affermando la formula del v-commerce, ovvero la vendita diretta dal produttore al cliente finale (sempre tramite la rete).

Anche se questi due termini identificano due realtà commerciali diverse, molto spesso in inglese sono utilizzati come sinonimi.

E’ certo che queste nuove metodologie di acquisto abbiano influenzato le nostre abitudini di acquisto in modo tale da far diminuire gli acquisti in negozio e questo soprattutto, come precedentemente accennato, nel settore dell’abbigliamento.

Insieme alle nostre abitudini sono cambiate anche le strategie messe in pratica dalle aziende per pubblicizzare e vendere la loro merce nel miglior modo possibile, in modo da rispondere alle esigenze del mercato, fidelizzare la clientela e attirare nuovi potenziali clienti.

Come già detto numerose nuove ditte e startup stanno ricorrendo a questa procedura e secondo gli ultimi dati istat durante l’ultimo periodo sono calate le vendite al dettaglio, soprattutto nel settore dell’abbigliamento a favore dell’e-commerce e della vendita on-line.

A proposito di questo, sempre secondo gli ultimi dati, proprio nel settore

dell’abbigliamento (capi di vestiario, scarpe e altri articoli simili) la vendita tramite internet è aumentata del 28% e si stima che nei prossimi anni lo farà ancora.

Il vantaggio principale di questo tipo di vendita è proprio il prezzo contenuto, nonostante la buona qualità dei prodotti, che vengono mantenuti a un prezzo accessibile per chiunque proprio grazie alla vendita diretta al cliente finale.

A differenza di qualche anno fa, infatti, di recente hanno dimostrato un ritorno d’interesse verso la qualità di ciò che decidono di indossare, riservando comunque un occhio di riguardo alla componente del prezzo.

La risposta a questo tipo di esigenze è, quindi, il modello direct-to-customer che prevede la vendita diretta al consumatore finale, con lo scopo di contenere i prezzi, dal momento che non vi è alcun intermediario.

Più nello specifico, è il marchio stesso ad avere il controllo dei rapporti con i potenziali clienti on-line, lo stesso marchio ha -inoltre- anche il pieno controllo e la gestione dei materiali che vengono utilizzati.

A trarre beneficio da questa catena ridotta, non è solo il consumatore, ma anche la piccola azienda che risparmia notevolmente sui costi di diffusione del prodotto, in quanto non deve “appoggiarsi” ad altri per diffondere e promuovere i propri prodotti.

Questo tipo di vendita risulta, quindi, molto pratica per tutte la parti coinvolte e finora è riuscita a garantire prodotti di buona qualità al consumatore finale a prezzi accessibili per chiunque, così da aumentare anche l’interesse di altri potenziali compratori e futuri clienti assidui.

Il V-commerce, come già detto in precedenza, risulta particolarmente vantaggioso anche per i brand non affermati e le piccole aziende che non hanno a disposizione una rete off-line, quindi una catena di negozi o un singolo punto vendita; questo dà alla piccola azienda il tempo di crescere e farsi conoscere, per poi pensare alla creazione di una rete fisica di punti vendita.

Questa procedura è considerata, a buon dritto, un’evoluzione dell’e-commerce “tradizionale”, in quanto è spesso un supporto allo stesso e consente un’evoluzione e una diffusione più ampia.

Come è ovvio, un brand che si avvale del v-commerce, deve essere pronto a creare una buona connessione on-line, la cui importanza prevale su quella dell’esistenza di una rete fisica; infatti, è prioritario farsi una buona pubblicità sui social, cercando di attrarre tutti i potenziali interessati.

Il commercio on-line è anche un buon modo per farsi conoscere all’estero, anche se in Italia sono ancora poche le ditte “native digitali” che decidono di avviare i loro affari usufruendo di un punto vendita unicamente on-line.

Possiamo affermare, di conseguenza, che il V-commerce sia utile al fine di abbattere gli ostacoli che le aziende si trovano davanti quando vogliono affermarsi tramite un punto vendita fisico, o una catena.

Oltre ai notevoli vantaggi, però, il commercio interamente gestito on-line, se non supportato adeguatamente o svolto con poca preparazione in materia, può avere anche dei lati negativi, che possono pregiudicarne la riuscita, come la mancanza di una consulenza diretta da parte di un esperto, le spese di spedizione (considerate un surplus), una sfiducia nei servizi di spedizione che possono pregiudicare l’arrivo a destinazione dell’acquisto e l’assenza di possibilità di provare la merce (possibilità che nel caso del commercio di vestiario può pregiudicare la soddisfazione del cliente e la riuscita della vendita).

Nonostante gli svantaggi, questo tipo di vendita (come già detto precedentemente) si sta velocemente affermando in luogo della vendita “tradizionale” svolta in loco, presso un punto vendita.

Il V-commerce ha un ruolo importante anche nel campo dell’apprendimento, anche se in questo caso non si pensa rimpiazzerà mai totalmente atenei e campus fisici.

Questo tipo di applicazione del V-commerce potrebbe essere molto utile per coloro i quali non hanno la possibilità di frequentare le lezioni fisicamente, ma molte università si dimostrano ancora restie nell’adottare questo metodo, anche se in Italia delle piattaforme dedicate stanno lentamente prendendo piede, anche se si stanno sviluppando più lentamente rispetto ad alte realtà; la ragione principale è quella per cui molti direttori di istituti superiori e Università si concentrano ancora sullo sviluppo di lezioni frontali all’interno di luoghi fisici, poiché non hanno ancora sviluppato le conoscenze e le competenze adatte in merito al V-commerce per sfruttarlo in maniera idonea e adatta alle esigenze dell’istituzione e di tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro possibilità di essere fisicamente presenti.

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